Le piante generalmente beneficiano di un clima mite, ma le specie adattate a crescere in ambienti freddi, come quelli alpini, sono messe fortemente sotto pressione dal riscaldamento globale, che nelle aree montane ed artiche è più rapido che altrove. Tali specie vengono danneggiate attraverso shock da caldo, carenza idrica e dalla competizione con altre specie di bassa quota più competitive. Quest’ultimo effetto del cambiamento climatico si riflette anche sulla degradazione degli habitat di alta quota. Lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sulle piante consente di capire i meccanismi di risposta di queste ultime a tali eventi e di prevedere la futura distribuzione delle piante.

 

Temi di ricerca

1) monitoraggi a lungo termine di specie e vegetazione con plot permanenti della composizione floristica o dell’andamento demografico di specie al margine di areale in siti campione (Appennino settentrionale, Alpi Orobie), che fanno anche parte della Rete L-TER Italia e del progetto GLORIA (GLobal Observation Research Initiative in Alpine environments);

2) manipolazioni sperimentali in campo e in laboratorio delle condizioni ecologiche (temperatura, umidità, fotoperiodo) per studiare la risposta delle piante a cambiamenti climatici simulati con Open Top Chamber, lampade, trapianti reciproci, ecc. In particolare, vengono effettuati studi sulla risposta della germinazione e longevità dei semi, della riproduzione e dell’attecchimento delle plantule allo stress idrico, alla temperatura e all’effetto combinato di temperatura e fotoperiodo.

Tra le specie studiate si annoverano Viscaria alpina, Jacobaea incana subsp. incana, Leucanthemopsis alpina, Saxifraga sp.pl., Salix sp.pl., Poa alpina. Le aree di studio comprendono l’Appennino settentrionale, le Alpi occidentali, le Isole Svalbard e l’Himalaya.

 

Progetti attivi

  1. GLORIA -Global Observation Research Initiative in Alpine Environments (http://www.gloria.ac.at/)
  2. L-TER Italia (http://www.lteritalia.it/)
  3. PRIN PHOTOPLANT.
  4. PRIN SENTINEL.